Tutti a tavola!

Domenica 21 dicembre l’incontro mensile di Traiettorie di Sguardi è stato caratterizzato da tavole apparecchiate e mangiate in compagnia. Se finora si è solo parlato di cibo, nell’ultimo incontro i partecipanti sono stati invitati ad assaggiare piatti provenienti da tre tradizioni e paesi diversi: Marocco, Romania e Senegal.

Per ogni paese uno o più rappresentanti hanno cucinato, distribuito e presentato i loro piatti ai giovani presenti che hanno avuto la possibilità di fare un viaggio gastronomico cambiando semplicemente posto e tavola.

L’assaggio e la degustazione sono stati introdotti e conclusi dagli interventi di Chiara Vigoni – Consulente di ricerca, sviluppo e controllo qualità – e Elena Piovanelli – dietista, che attraverso un mega post-it virtuale hanno raccolto le suggestioni dei commensali. Il cibo è condivisione, convivialità, viaggio ed esperienza, strumento per conoscere e conoscersi.

Q.B. ABBONDANZA E PRIVAZIONE: IL PARADOSSO DEL CONTEMPORANEO

Morire per fame o per obesità?
Nutrire persone e animali o automobili?
Alimentare lo spreco o sfamare gli affamati?
Questi i paradossi messi in luce nell’ultimo incontro di TDS grazie al contributo di Leonardo Mirone, responsabile acquisti per la Barilla, che ci ha presentato la fondazione “Barilla Center for Food&Nutrition” che dal 2009 si occupa di cibo e alimentazione nel mondo. La BCFN analizzando le tematiche legate ai problemi di reperimento e accesso al cibo, delle abitudini alimentari, della crescita della popolazione, delle risorse idriche ecc. è giunta alla formulazione dei tre grandi paradossi più sopra, arrivando così alla conclusione che il vero problema è che usiamo e sfruttiamo più terra di quella che realmente c’è.
Come superare tali paradossi? Cosa possiamo fare noi, nel nostro piccolo?
La conclusione a cui sono pervenuti è il modello della doppia piramide alimentare: ciò che è buono per noi è buono anche per la terra, ciò che fa bene all’uomo è anche ciò che spreca meno risorse –nella fase di produzione – a livello idrico, della CO2 emessa, e della terra utilizzata. Una sana alimentazione è dunque anche sinonimo di meno spreco e di più attenzione dei confronti del nostro pianeta.
A conclusione dell’incontro c’è stata la testimonianza di Francesca Baldricchi che ha presentato la collaborazione che l’azienda Sperlari ha da poco intrapreso con Fair Trade, famoso marchio di certificazione etica che garantisce migliori condizioni di vita e lavoro per i produttori e i lavoratori dei Paesi in via di Sviluppo.
Sia l’azienda che il consumatore hanno dunque un ruolo fondamentale nell’orientare il mercato ad un consumo consapevole e responsabile di ciò che si mangia.

GRIGLIATA MISTA: parte TDS 2014

Con GRIGLIATA MISTA si è aperto Traiettorie di Sguardi 2014 – 2015: un titolo appropriato per la serata di domenica 19 ottobre che si è rivelata ricca di contenuti e spunti.
L’incontro è stato tenuto dal professor Giorgio Prada pedagogista, formatore presso l’ Università Milano Bicocca e don Bruno Bignami, docente di Teologia e presidente della Fondazione “don Primo Mazzolari”.
In questo primo incontro il cibo è stato presentato come un menù di effetti, comportamenti e spesso contraddizioni.
Infatti di cibo ne abbiamo troppo, spesso viene buttato, sprecato, mentre in altre parti del mondo scarseggia o manca del tutto, è un bisogno primario, l’unica nostra possibilità di vita ma per assimilarlo dobbiamo masticarlo cioè distruggerlo. Possiamo astenerci, fare diete e allo stesso tempo abbuffarci, rimpinzarci.
Il cibo è relazione: pensiamo alla prima poppata di un neonato, agli infiniti pranzi di famiglia; è strumento di seduzione nella cene romantiche e nelle cene di lavoro. Insomma fa parte della nostra vita quotidiana. Attraverso il cibo noi ci prendiamo cura di noi stessi e degli altri.
Il cibo suscita diversi sentimenti come quello della vergogna: in una scena molto famosa del film “Miseria e nobiltà”, Totò e i suoi compagni non vedono l’ora di divorare il piatto di spaghetti sulla tavola, all’inizio sono imbarazzati nel dimostrare che hanno una “fame da lupi”, e subito dopo, una volta afferrato il bottino, diventano euforici salgono in piedi sul tavolo e addirittura si mettono gli spaghetti nelle tasche, in caso la fame si faccia sentire più tardi.
Arrivati alla fine del nostro menù fatto di parole, scene di film dove i protagonisti sono seduti attorno a tavole imbandite a volte allegre altre volte riempite da silenzi assordanti, ci troviamo di fronte a due possibiltà: “L’uomo è ciò che mangia”, come sostiene Sant. Agostino o “l’uomo diventa chi mangia” come dice Feuerbach, oppure entrambe le cose?
Troppo impegnativa la risposta, sono le 8:00 di sera: è ora di cena.