Parole viventi – Il seminatore

La parabola risveglia la libertà di pensiero, libera dai pregiudizi e cambia in meglio la persona. Solo parabole forti, paragoni inquietanti, scosse elettrizzanti possono risvegliare il giovane “lontano”, che ci interpella come cristiani e ci chiede perchè lo siamo.

Ospite ANTONIO, Vescovo di Cremona

Mons. Antonio Napolioni è nato a Camerino, provincia di Macerata. E’ stato ordinato sacerdote il 25 giugno 1983 per l’arcidiocesi di Camerino-San Severino Marche. E’ stato eletto Vescovo di Cremona il 16 novembre 2015.

Meno dodici – Un tesoro nascosto

Domenica 17 febbraio, si è svolto il quinto incontro di Tds. Ospite dell’ultimo incontro è stato il medico Pierdante Piccioni.

Il 31 maggio 2013, Pierdante, primario all’ospedale di Lodi, finisce fuori strada. Lo ricoverano in coma ma quando si risveglia, dopo qualche ora, il suo ultimo ricordo risale al 25 ottobre 2001, giorno dell’ottavo compleanno di suo figlio Tommaso.

Dodici anni della sua vita sono stati inghiotti in un buco nero. Attorno a lui tutto è cambiato, i figli non sono più bambini di 8 e 11 anni ma ventenni adulti, la moglie non è più la donna giovane che ricorda ma una donna che porta i segni degli anni che passano. Non sono cambiate solo le persone ma anche tutta la realtà intorno: esistono i social network, gli smarthphone, l’euro…si ritrova ad essere un indigeno catapultato in un mondo rivoluzionato dai progressi tecnologici. Pierdante, sempre con grande autoironia, ha raccontato ai giovani di tds com’è riuscito a ripartire. Tra momenti di depressione e rabbia ha combattuto per riconquistare la propria vita, per ritornare al suo lavoro e ritrovare il suo posto nel mondo come padre, marito e come medico.

Il tempo perduto non lo riavrà più indietro, però il suo problema si è trasformato in un tesoro nascosto. La sua vita si divide in due: prima e dopo l’incidente e il capitolo della sua seconda vita lo sta scrivendo da uomo nuovo, vivendo con maggiore apertura ed empatia nei confronti degli altri.

Pierdante Piccinoni è anche autore di due libri che raccontano la sua storia di vita: “Meno dodici. Perdere la memoria e riconquistarla: la mia lotta per ricostruire gli anni e la vita che ho dimenticato” (Mondadori) e “Pronto soccorso. Storie di un medico empatico” (Mondadori).

Meno dodici – Un tesoro nascosto…

DOMENICA 17 FEBBRAIO 2019
Meno dodici Un tesoro nascosto…

Ritrovarsi reduce senza futuro, costretto ad aspettare ancora il miracolo più grande, quello che deve restituire, insieme alla memoria, tutte le emozioni perdute e il senso di un’esistenza da riallacciare. Forse quel miracolo è la speranza, semplicemente un segreto che sta dentro di noi.

Ospite
PIERDANTE PICCIONI
Prima dell’incidente che gli ha cancellato 12 anni di vita, era direttore dell’U.O. di pronto soccorso dell’ospedale di Lodi, collaboratore di riviste scientifiche internazionali. Ora è responsabile del servizio “integrazione ospedale-strutture sanitarie territoriali e appropriatezza della cronicità”

 

Cantos de Mi Tierra – domenica 20 gennaio 2019

Promuovere la ricerca e il dibattito, favorire uno scambio tra popoli, comunità e gruppi molto diversi tra loro, far crescere una cultura del rispetto, nella diversità. La narrazione della storia, dei ritmi e delle tradizioni culturali dei popoli dell’America Latina attraverso un percorso musicale..

Ospite
ASSOCIAZIONE LATINO AMERICANA

Dal 1991 l’attività dell’Associazione si centra sulla diffusione della cultura, la storia e l’attualità latinoamericane, lo sviluppo artistico e la cooperazione internazionale. Al suo interno operano anche giovani musicisti e il Coro Voz LAtina.

I sommersi e i salvati – DOMENICA 16 DICEMBRE

Poi per un istante, lo straccio che fa da tenda viene scostato: un ammasso indistinto di esseri umani accucciati per terra. Uomini donne e bambini addossati a gruppi di trenta o quaranta per stanza. Di colpo gli sguardi
di mille occhi si alzano verso la finestra. E ci guardano. Qualsiasi gesto, un saluto, un sorriso, una smorfia di rabbia o di compassione, suonerebbe come beffardo o una nuova umiliazione. Poi la tenda viene richiusa in fretta.

Ospite

NELLO SCAVO

Giornalista di “Avvenire”. Reporter internazionale, cronista giudiziario, corrispondente di guerra. Ha indagato sulla criminalità organizzata e il terrorismo globale, firmando servizi da molte zone «calde» del mondo, comprese le prigioni clandestine degli scafisti libici e le carovane di profughi in Siria.

L’uomo che piantava gli alberi – La perla preziosa… DOMENICA 18 NOVEMBRE 2018

Il programma prevedeva, come ospite, Fausto Desalu, che, con grande dispiacere, ha dovuto in
questi giorni declinare l’invito per la convocazione della nazionale italiana di atletica. Complimenti!
Ti aspettiamo in una prossima occasione.

Abbiamo chiesto la disponibilità ad EFREM MORELLI, che ringraziamo di cuore.
Pilota di motocross dall’età di 14 anni (un titolo italiano e tre partecipazioni all’Europeo 250cc), è
rimasto vittima a 20 anni di un incidente in occasione del campionato italiano che gli ha causato la
lesione del midollo rendendolo paraplegico. Ha cominciato a praticare nuoto quale forma di
terapia e si è appassionato; è il 2005 quando Efrem fa il suo debutto in una gara ufficiale. Da quel
momento diventa un punto di riferimento della squadra nazionale conquistando 32 titoli italiani e
stabilendo 20 primati nazionali. Partecipa a tre Mondiali e due Europei, alle Paralimpiadi di
Pechino nel 2008 e a quelle di Londra nel 2012 e agli Europei di Eindhoven, in Olanda, festeggia la
sua prima medaglia importante, il bronzo nei 100m rana.
Rio 2016 i suoi tanti sacrifici sono premiati: Efrem conquista un bronzo 50 m rana SB3.

Tra vita ed esperienza. Quali parole per racontarle?

Il primo incontro di TDS è stato inaugurato dall’ospite Silvano Petrosino, professore di Antropologia Religiosa e Media e Teorie della Comunicazione presso l’università Cattolica di Milano.

A lui abbiamo chiesto di aiutarci a introdurci al tema della narrazione, che sarà il leitmotiv di questa edizione di Traiettorie di Sguardi. In particolare di approfondire il legame tra esperienza e narrazione. Il polo problematico di questo legame, a detta del professore, non è tanto la narrazione, quanto l’esperienza.
Come la definisce Cassirer, infatti, l’esperienza dell’uomo è sempre una trama aggrovigliata.
Pensiamo al rapporto tra uomo e cibo. Per l’uomo mangiare un piatto di pasta non è mai solo mangiare un piatto di pasta, perché legato ad esso ci sono ricordi, sapori, emozioni, passioni, ma anche sofferenze e traumi, sensi di colpa. Quel piatto di pasta è abitato.

L’uomo, rispetto a tutti gli altri esseri viventi, è elemento di complicazione: l’animale non digiuna, non soffre di anoressia, né di bulimia, non discrimina tra cose pure e cose impure.

La narrazione diventa importante proprio perché non banalizza l’umano ma lo riesce a dire, è alla sua altezza. Il vantaggio della parola rispetto al numero è che riesce a descrivere l’esperienza, riesce a cogliere l’intreccio e la complessità dell’uomo.

È anche per questo che Dio ha scelto la parola per creare, non ha paura di chiamare le cose con il loro nome, ha scelto la narrazione per rivelarsi.

La parola però permette anche l’introduzione della menzogna e dell’imbroglio. Questo è un ulteriore elemento di complessità introdotto dall’uomo e che fa parte della sua esperienza.
La drammaticità dell’esperienza umana raggiunge così il suo culmine, e nonostante questo Dio ha scelto di incarnarsi e di condividere con l’uomo tutte le cose, sia quelle belle che quelle spregievoli.

Narrazione ed Esperienza – DOMENICA 21 OTTOBRE 2018

DOMENICA 21 OTTOBRE 2018

Narrazione ed Esperienza

Egli parlò loro di molte cose…

L’uomo ama raccontare storie, ma perché? Quale è il nesso profondo che lega, non la vita, ma l’aggrovigliata trama dell’umana esperienza alla narrazione? Una breve riflessione sul logos narrativo dell’esperienza che l’uomo compie della vita».

Ospite

SILVANO PETROSINO

Insegna Antropologia Religiosa e Media e Teorie della Comunicazione all’Università Cattolica di Milano. Tra le sue ultime pubblicazioni si segnalano: Le fiabe non raccontano favole. Credere nell’esperienza (il melangolo, Genova 2017), Contro la cultura. La letteratura, per fortuna (Vita e Pensiero, Milano 2017), Contro il post-umano. Ripensare l’uomo, ripensare l’animale (in collaborazione con M. Iofrida, EDB, Bologna 2017).

L’INCONTRO CON LA PAROLA

Domenica 18 marzo si è concluso il percorso di Traiettorie di Sguardi per questa stagione
2017/2018 dedicata la tema dell’incontro con l’altro.

L’ospite di domenica è stato il monaco eremita fratel Moreno Pollon che ha guidato la platea di
giovani alla scoperta della Parola del Vangelo. Il metodo che lui propone si potrebbe definire
maieutico e non didattico: la Parola non si spiega, si interroga e solo interrogandola si riesce a
coglierne il senso profondo.

Partendo dalla lettura del brano di Marco (7, 31-37) e interrogando e spezzando il testo della
Parola abbiamo così capito che al centro di questo episodio – ma non solo – non c’è la guarigione
del sordomuto ma l’incontro di Gesù con l’altro, un incontro che spiazza, in cui Gesù non fa mai
quello che gli viene chiesto: Gesù incontra l’altro (sordomuto, cieco, adultera…) lontano dalle folle,
mettendosi in ascolto del suo desiderio, della sua storia, di ciò che vuole veramente, perdendo
tempo, sbagliando strada perché questo incontro possa esserci ed esserci compiutamente.

Incontrando l’altro come lo incontra Gesù possiamo davvero sperimentare la bellezza, la
grandezza e la pienezza dell’incontro, che non è mai scontato.

L’ARTE DELL’INCONTRO: UNA PROSPETTIVA BIBLICA

Provare a sostare sulla soglia delle Scritture. Sotto la loro “crosta”! Alla scoperta di uno stile che permette lo stupore dell’altro. Scavare e ascoltare la Parola dentro lo “sta scritto”, per accedere ad un volto di Dio che cerca e incontra l’uomo al cuore del suo vivere, concretissimo, di ogni giorno.

Ospite

FRATEL MORENO POLLON – Vive come monaco-eremita, accompagnato spiritualmente dalla comunità monastica di Bose. Dal 2007 nell’eremo della Ghisiola a Castiglione delle Stiviere, Mantova.