UN’ETERNA NOVITA’

“Vivendo in città greche e barbare, come a ciascuno è capitato, e adeguandosi ai costumi del luogo nel vestito, nel cibo e nel resto, testimoniano un metodo di vita sociale mirabile e indubbiamente paradossale”. (Lettera a Diogneto). Ma ha ancora senso oggi “annunciare” questa “Buona notizia”? E a chi? Sentinelle di un compito grande: condividere l’affascinante e laboriosa ricerca dell’umano già redento.

Ospite

JOHNNI DOTTI – Marito, padre, pedagogista, imprenditore sociale. Monaco novizio. E’ fondatore della rete CGM, presidente e amministratore delegato di Welfare Italia Servizi.

FACE TO FACE

DOMENICA 15 OTTOBRE 2017

FACE TO FACE

Non conosciamo il nostro volto se non attraverso qualcosa, ma soprattutto qualcuno che a sua volta ce lo descrive. Questa impossibilità del “fai da te” appartiene profondamente alla nostra natura umana che è manchevole per definizione: si ha bisogno dell’altro. La riflessione attorno all’alterità e all’umano è, però, anche scoprirci stranieri tra noi. Occorrerà riprendere e ri-scoprire il tema della responsabilità per l’altro e della fraternità?

Ospite

GIORGIO PRADA – Formatore e pedagogista, docente presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi di Milano Bicocca.

Costruire comunità, liberare energie

In Italia sta succedendo qualcosa di mai visto prima. Abitanti di borghi e di città escono di casa per prendersi cura di piazze, giardini, scuole, beni culturali, cioè di beni comuni.
Lo fanno allegramente, ricostruendo i legami di comunità, producendo coesione sociale e integrazione, dimostrando con i fatti come si fa ad essere cittadini attivi, responsabili e solidali. Indicano una strada nuova, danno fiducia, liberano energie nascoste preziose per la ripresa del paese.

 

 

OSPITE

Elena Taverna: redattrice di Labsus, associazione per lo sviluppo del modello dell’amministrazione condivisa in tutti gli ambiti della vita associata.

IL “SENSO” DEL LAVORO

Forse nulla come il lavoro può essere considerato oggi punto di caduta o di tenuta di tante traiettorie esistenziali. Precarietà e desiderio di autonomia, ricerca dell’espressione del sé e compromessi continui tra aspirazioni e dato di realtà, strumentalità e senso si incrociano e si scontrano, mettendo in fibrillazione le traiettorie d persone e di gruppi sociali. Come vivere oggi lo spazio del tempo del lavoro? E’ possibile coniugare la realizzazione di se stessi e contribuire alla realizzazione di altri e di altro?

 

OSPITE: Patrizia Cappelletti – Facoltà di Sociologia Università Cattolica di Milano.

Tre giovani si presentano, nella generatività di nuove imprese e di nuovi orizzonti.

I fiori di Bach

Tutte le espressioni di autentica bellezza possono essere riconosciute come un sentiero che aiuta ad incontrarsi con il Signore, nelle diversità, che non vanno negate, delle varie fedi.

Significa prendere le proprie responsabilità e affrontare le questioni lasciate in sospeso pre prospettarsi in un presente e in un futuro con basi solide. Solo lavorando fianco a fianco si può individuare la giusta direzione.

 

OSPITE: Lubna Ammoun (giornalista musulmana) e alcuni giovani.

Samuele Lanzi – docente di filosofia

FACCIA A FACCIA

La vita quotidiana può divenire il luogo nel quale conciliare ruoli, impegni, esperienze multiple, aprendone le condizioni, di possibilità gli uni grazie agli altri. Come può nascere fraternità tra sconosciuti? Disposizione è apertura verso l’altro e il nuovo, non autosufficienza, desiderio, di giocare e di incontrare, nel confronto tra chi siamo veramente e qual è la comunità a cui apparteniamo.

OSPITI

Triani Pierpaolo, Pedagogista – Università di Parma, Bologna Piacenza e Brescia.

Mattia Cabrini e Marco Rossetti (attori)

 

“MA CHI VE L’HA FATTO FARE!?”

Freschi di matrimonio, accettare una proposta di lavoro che ci avrebbe portato a trasferirci in Kenya ci è sembrata la scelta più logica e naturale; dopo pochi mesi eravamo in Sri Lanka, e, per diversi anni, siamo tornati in Italia solo per le nostre vacanze. Coincidenza, destino, provvidenza…in tanti ci hanno rivolto questa domanda, tutt’altro che scontata e semplice per noi.

Ospiti: Francesco Iachetti e Elisa Cristaldi (Operatori ONG)

DOMENICA 16 OTTOBRE – Verbum et verba

Ognuno di noi è “chiamata originaria”. Su ciascuno, anche il più povero e l’ultimo, è stata pronunciata una parola. È l’eterno tema dell’incarnazione, che si fa storia e diviene appello, vocazione, compito. Per questo nel Discorso della Montagna si legge “voi siete il sale della terra”: un divenire che viene riconsegnato, svelato, affidato. Il racconto biblico da sempre è eco di questa Parola che chiama, nelle parole degli uomini e della loro storia.
OSPITE: Piero Stefani, insegna “Bibbia e cultura” presso la Facoltà dell’Italia Settentrionale di Milano. Studioso, in particolare, di cultura ebraica.

Le innumerevoli parole dell’atto creativo di Dio

QUANDO NON BASTANO LE PAROLE – Corpo e anima in movimento

Domenica 20 dicembre TDS ha ospitato la riflessione di Monica Farnè, coreografa e Marianna Bufano, psicologa. Il presupposto da cui sono partite è che corpo e mondo interno sono una cosa sola, in costante collegamento e risonanza. 

La danza, di cui entrambe sono esperte, nasce da uno spostamento, non solo del corpo ma anche del mondo interno di chi danza e che vuole trasmettere anche a chi osserva, al pubblico.

A partire da qui sono stati esaminati due movimenti che accomunano il corpo ma anche il nostro cuore, simbolo del mondo interno: l’oscillazione e la fluttuazione.

Si oscilla sempre tra due polarità: gioia e dolore, bellezza e bruttezza, speranza e disperazione. Non si è mai una di queste due polarità, ma il cuore ha la capacità di stare nell’oscillazione.

Anche il corpo oscilla, a maggior ragione se è un corpo danzante.

L’altro movimento è la pulsazione: il nostro mondo interno è pulsare tra il ritiro e la socialità, il dentro e il fuori, il chiudere e l’aprire, l’io e il te. Per il corpo questo pulsare è l’avvicinarsi e l’allontanarsi.

Anche la purezza non è statica, non è quella dei metalli, ma è capacità di stare nella pulsazione e nell’oscillazione, capacità di aprirsi al mondo, di aprirsi alla relazione.

“Beati i puri di cuore…perché vedranno Dio”: l’unica immagine di Dio sulla terra è l’uomo, il riconoscimento di Dio passa attraverso l’uomo, l’altro che si incontra e che si ha al proprio fianco.

Domenica 20 dicembre – “Quando non bastano le parole”

Gli affetti

Liberare la propria interiorità dalle scorie del possesso egoista. Anche il corpo può subire questa tentazione, oppure essere il segno della stupenda capacità di amare che è presente in ciascuno. Rendere puri gli affetti perché nessuna creatura sia schiava: questa sembra essere la via per poter addirittura guardare in faccia Dio.

OSPITI:

Monica Farne’ – Coreografa e insegnante di danza contemporanea.

Marianna Bufano – Psicologa e psicoterapeuta del Consultorio Ucipem, conduce laboratori di danza.