Dom 20 novembre – Piano Forte

NOTE ORGANIZZATIVE
Ore 18,15 Oratorio Maristella, via Agreste 11

Ospite:
Roberto Cipelli: pianista e compositore, è uno dei fondatori del Paolo Fresu Quintet e artista Blu Note. Attualmente è docente di Pianoforte Jazz presso il Seminario Jazz di Nuoro. Dal gennaio 2007 insegna presso il conservatorio di Trento.

L’ascolto autentico è raro e difficile. Silenzio e ascolto si nutrono “reciprocamente”: è solo nel silenzio che la parola può “risuonare” nitidamente ed è lasciando che il nostro silenzio sia abitato da quanto abbiamo ascoltato in profondità che evitiamo di cadere nel “mutismo” o nel terrore del vuoto e del “non senso”. L’udito è l’albero maestro dei sensi: solo se sei capace di ascolto ti riuscirà di attingere all’immensa energia del verbo “amare”. Col potere evocativo di melodie e ritmi, la musica ci ricorda che amiamo non solamente con il corpo e la mente, ma con tutto il nostro essere. Grazie alla musica possiamo viaggiare nell’infinito e nell’eterno e ritornando nella piccolezza del nostro essere ci sorprendiamo rinnovati, rinvigoriti e affinati, scopriamo che di qualche frammento di mistero siamo riusciti a cogliere la pienezza di senso.

Dom 20 marzo – Le radici della memoria, le ali dei progetti

NOTE ORGANIZZATIVE
Ore 18.15 Oratorio Maristella, via Agreste 11 Cremona

Ospite: Silvano Petrosino, uno dei più seri interpreti dell’opera di E. Lévinas e J. Derrida. Docente di Teoria della Comunicazione e Filosofia Morale presso l’Università Cattolica di Milano e Piacenza. E’ autore di diverse pubblicazioni, tra cui: Lo stupore (Novara 1997, Madrid 2001) e Piccola metafisica della luce (Milano 2004). Testo, moralità e scrittura (2a ed. Milano 2008). Il sacrificio sospeso (Jaca Book, Milano 2000). Capovolgimenti. La casa non è una tana, l’economia non è il business (che articola una riflessione filosofia sul luogo soffermandosi in particolare sul tema dell’abitare, Milano 2008) e La scena umana. Grazie a Derrida e Lévinas (Milano 2010).

Il nostro pare essere “tempo opportuno” per riconquistare un respiro “di generazione in generazione”, nel quale riprendere il rapporto profondo con la propria filialità, con la relazione all’altro, con la consegna di futuro e con la capacità di inizio. Abbiamo il desiderio di fare sintesi nella nostra esistenza: una riflessione sul senso del trascorrere del tempo e sulle ragioni di una speranza che non vuole essere una mera utopia o una semplice fuga dal presente.

Domenica 19 dicembre – Bastone, conchiglia e bisaccia

“ (…) Voglio andare a Santiago, uscendo di casa, poco prima dell’alba. Ma non deve essere una fuga. Dovrò frugare più a fondo di dentro, per decidere. Il pellegrino è il vero cercatore di verità, perché solo la morte gli può impedire di giungere alla meta. Abbandona tutto. Rischia e paga di persona, con lo spirito e con il corpo. Con la persona tutta intera. Soprattutto il pellegrino è colui che cerca, accettando l’incalcolabile rischio di trovare veramente. A differenza di tutti gli intellettuali che cercano per cercare, ma in fondo hanno paura di trovare. Perché trovare significa non essere più quello che si era prima. E’ cambiare. E’ morire. Per rinascere. Ora anche Rabbi Nicodemo lo sa. (…)”. Davide Gandini, Il Portico della Gloria, E.D.B. pag. 18

  
Ospite: Davide Gandini
Insegna discipline giuridiche ed economiche all’Istituto “Giovanni Falcone” di Loano. È segretario generale del Piccolo Cottolengo genovese. È priore del Capitolo ligure della Confraternita di San Jacopo di Compostela di Perugia. È sposato e padre.
Tra le opere pubblicate: Il Portico della Gloria. Lourdes, Santiago de Compostela, Finisterre a piedi (E.D.B. 1996, 5^ristampa 2007), Per la speranza degli uomini. Vita di don Giovanni Calabria (Marietti, Genova, 1999); La strada buona. Appunti dopo Santiago (Marietti, Genova, 2008)