Il senso del lavoro

Domenica 19 febbraio Traiettorie di Sguardi ha ospitato la docente universitaria Patrizia Cappelletti e tre imprenditori che hanno affrontato il delicato tema dei giovani e del lavoro: Filippo Berto Salotti, titolare dell’impresa Berto Salotti, che ha rilevato e rilanciato l’impresa familiare nel settore dell’artigianato; Beatrice Lancini, wedding designer; e Giusi Brignoli, responsabile del progetto di agricoltura sociale Rigenera, che da qualche anno ha avviato un progetto di agricoltura sociale in zona Persico.

Consapevoli che il lavoro è il punto di tenuta ma anche di caduta delle biografie personali, dei territori, del sistema economico e sociale dei paesi, il pubblico ha ascoltato con interesse il racconto di questi tre giovani che hanno trovato il modo di essere protagonisti all’interno del mondo del lavoro, in un tempo in cui quest’ultimo si è trasformato in un problema più che in un’opportunità, e che ha rivelato le fragilità del sistema economico dei paesi occidentali.

Cosa ha spinto questi tre giovani a iniziare un nuovo lavoro o a rilanciare rinnovando quello che era dei propri genitori? Per Filippo è stato uno scatto d’orgoglio e l’accettazione di una sfida lanciatagli dal padre ma non subito accolta; ha avuto bisogno di qualche anno e di altre esperienze per capire e riconoscere i valori di cui l’azienda di famiglia si faceva portatrice ed assumerli come propri e portarli avanti rinnovando non tanto la produzione quanto piuttosto la comunicazione, puntando sulla pubblicità e sul marketing. Beatrice ha sempre respirato in casa una grande senso del dovere, e dopo alcuni anni alle dipendenze ha deciso di provare a mettersi in proprio convinta che ciò su cui si deve puntare sempre nella vita è migliorare se stessi, partire da sé per migliorarsi e migliorare il mondo che ci circonda. Anche Giusi di fatto è venuta a contatto con il lavoro a partire dalla famiglia, e in particolare dagli zii che facevano i fruttivendoli; per lei il lavoro ha segnato la sua vita e la sua vocazione, spostandola dal territorio in cui è nata per trasferirsi in un altro territorio in cui il lavoro non c’era e bisognava provare a ricostruirlo coinvolgendo i giovani e cercando di non ripetere quegli errori che avevano danneggiato vecchie e nuove generazioni e il mondo dell’imprenditoria.

Per tutti e tre il lavoro è il perno della loro vita, è fonte di gratificazione, ma anche di sacrificio, fatica, studio, ma soprattutto passione, che provano a trasmettere alle persone con cui collaborano; cercando il più possibile di puntare su altri giovani da accompagnare anche se non sempre questo è facile, ma è sicuramente la scommessa più grande da affrontare se si vuole uscire da questi tempi bui fatti di disoccupazione e disoccupazione giovanile.